domani andiamo a vedere una mostyra molto interessante alla Strozzina:
Il titolo è "Questioni di famiglia"
Questioni di famiglia. Vivere e rappresentare la famiglia oggi propone opere di undici artisti internazionali (Guy Ben-Ner, Sophie Calle, Jim Campbell, John Clang, Nan Goldin, Courtney Kessel, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, Trish Morrissey, Hans Op de Beeck, Chrischa Oswald, Thomas Struth) che permettono di investigare immagini, dinamiche e strutture che definiscono il concetto di famiglia nel mondo contemporaneo.
La riflessione della mostra è dedicata a due fronti principali, da una parte l’analisi di quelle dinamiche che caratterizzano una famiglia, dall’altra una ricognizione sull’immagine della famiglia e su ciò che si nasconde dietro di essa.
I video, le fotografie e le installazioni in mostra affrontano e decostruiscono questo concetto, unendo la soggettività autobiografica di ciascun artista a una ricerca di significato collettivo e riflettendo su quei legami culturali, morali, etici, biologici che definiscono e individuano una famiglia.
Ogni individuo ha una propria personale esperienza di famiglia, ma quando andiamo a cercare una definizione condivisa che cosa intendiamo con questo termine? La sua apparente naturalezza trova un proprio fondamento nell’articolo 29 della Costituzione italiana, dove si afferma che “la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio”. Tuttavia, come provocatoriamente afferma la sociologa Chiara Saraceno, “non vi è nulla di meno naturale della famiglia”.
Se volete leggere altre informazioni andate al LINK della Strozzina.
Chi scrive, entro venerdì 11, un testo di almeno 120 parole sulla mostra (Cosa ne pensate? Cosa vi è piaciuto o non è piaciuto?) riceve 1 extra credit sulla partecipazione.
“Questioni di Famiglia” è un’esposizione interessante e commovente. Mi è piaciuto molto. Il mio pezzo preferito era il salotto con il tavolo da pranzo e i piatti rotti. Lo mi ha fatto penso circa una famiglia si sta riparando dopo un membro muore, perché c’era anche carta da parati di una donna che si impicca. Lo mi ha ricordato dal mio amico che recentemente è morto e noi, la sua famiglia e i suoi amici, rimettiamo le nostre vite dopo il suo morte. Però, non mi è piaciuto il pezzo dalla madre lecca la faccia della sua figlia. Era interessante, ma un poco strano. Le altre esposizioni erano attraenti, specialmente il film con i membri della famiglia dissolvenza, era spaventoso. Complessivamente mi è piace l’esposizione molto.
RispondiEliminaQuesto giovedì scorso, ho visto la mostra che si chiama “Questioni di Famiglia.” Ho pensato che la mostra era un po ‘strana. Mi piace più l’arte classica, ma io ancora apprezzo l’arte contemporanea. La apprezzo perché e un’espressione di vita oggi. Mi è piaciuto la instillazione da Ottonella Mocellin e Nicola Pallegrini. Mi è piaciuto perché era una buona rappresentazione di una famiglia rotta che mette di nuova insieme. Non mi è piaciuto per niente il film da Chrischa Oswald. Ho pensato che era schifo. Nemmeno la madre dell’artista ha voluto di partecipare, però era principale al significato dell’arte. Sopra tutti, mi è piaciuto il Palazzo Strozzi perché questa famiglia era potente e una parte della storia.
RispondiEliminaLa mostra "Questioni Di Famiglia" a Palazzo Strozzi è stata una buona esperienza. Mi è piaciuto conoscere gli artisti internazionali. Penso che la mostra era unico e stimolante. Ho trovato il video con la mamma e la figlia di era strano, ma mi è piaciuto il pensiero e la discussione dil video. La mia parte preferita della mostra era divisa in due. Mi sono piaciuti i ritratti di Thomas Struth. Mi piace come ha mostrato le famiglie e le loro differenze attraverso le decisioni che prendono nel foto. Mi è piaciuto che le foto non erano perfette, proprio come le famiglie. Mi è piaciuto come il video di Hans Op De Beeck, perché contrastava i dipinti di Struth. Il video era freddo e aveva colori neutri mentre i dipinti avevano colori vivaci.
RispondiEliminaLa mostra "Questioni Di Famiglia" a Palazzo Strozzi è stata entusiasmante. Mi ha fatto pensare come la società restringe la definizione di che cosa significa famiglia. Ha anche presentato come causa di una società alcuni di noi sono in grado di esprimere noi stessi senza paura. Preferito era foto di bambini in modo spensierato, ma quando hanno maturato non erano più. Questo è stato rappresentato da come i bambini erano nudi e non si preoccupano di posare per la macchina fotografica, ma da adulti diventano Infront più hesitent della fotocamera. questo spiega la società di transizione ha su di noi.
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